MSDS-Europe – Base di conoscenze sulle schede di dati di sicurezza – CLP 2026: nuove classi di pericolo per le miscele – attività richieste su SDS ed etichettatura
A seguito della modifica del Regolamento CLP (Regolamento (CE) n. 1272/2008 relativo alla classificazione, all’etichettatura e all’imballaggio delle sostanze e delle miscele), sono entrate in vigore nuove classi di pericolo.
Mentre per le singole sostanze il processo è già iniziato, per i fabbricanti e gli importatori di miscele la scadenza è il 1° maggio 2026.
Disposizione transitoria (molto importante nella pratica)
Se una miscela è stata già immessa sul mercato prima del 1° maggio 2026, il regolamento prevede fino al 1° maggio 2028 un periodo transitorio durante il quale è ancora possibile applicare la vecchia classificazione e la vecchia etichetta. Ciò non esonera però dalla preparazione, perché la catena di approvvigionamento (SDS, etichette, aspettative dei clienti) in genere “impone” l’aggiornamento in anticipo.
Nell’ambito della Strategia per le sostanze chimiche, l’obiettivo della Commissione europea è garantire un livello più elevato di tutela della salute umana e dell’ambiente.
Alcune sostanze presentano proprietà che nel precedente sistema di classificazione non avevano una categoria dedicata; di conseguenza, anche l’informazione comunicata non era pienamente completa.
L’introduzione delle nuove classi aiuta a identificare sostanze con proprietà di interferenza endocrina, sostanze persistenti nell’ambiente o sostanze che possono mettere a rischio le risorse di acqua potabile.
La nuova normativa si articola attorno a tre gruppi principali, che valutano gli effetti a lungo termine sia sulla salute umana sia sull’ambiente.
Questi composti interferiscono con il sistema endocrino (ormonale) dell’organismo. Possono alterare la crescita, lo sviluppo o i processi riproduttivi.
Il nuovo sistema distingue gli effetti di interferenza endocrina sulla salute umana da quelli sull’ambiente.
Nel CLP, gli ED sono trattati in due ambiti:
Dal punto di vista dell’etichettatura, qui compaiono tipicamente indicazioni EUH (ad esempio EUH380/EUH381 ed EUH430/EUH431, a seconda della categoria).
Le sostanze PBT (persistenti, bioaccumulabili e tossiche) si degradano difficilmente, si accumulano negli organismi viventi e sono tossiche.
La categoria vPvB (molto persistenti e molto bioaccumulabili) indica composti estremamente resistenti alla degradazione ambientale e con un significativo bioaccumulo nella catena alimentare.
Tipica “logica di soglia” per le miscele:
Se una miscela contiene un componente classificato come PBT/vPvB a una concentrazione ≥ 0,1% (m/m), anche la classificazione della miscela può esserne influenzata.
Indicazioni EUH da riportare in etichetta:
Il rischio principale delle sostanze PMT (persistenti, mobili e tossiche) e vPvM (molto persistenti e molto mobili) è la “mobilità”.
Poiché queste sostanze si degradano difficilmente e si diffondono facilmente nell’ambiente acquatico, possono raggiungere anche le risorse di acqua potabile, da cui è difficile rimuoverle con i trattamenti convenzionali.
Soglia pratica per le miscele:
Se un componente classificato come PMT/vPvM è presente a una concentrazione ≥ 0,1% (m/m), ciò può incidere sulla classificazione e sull’etichettatura della miscela.
Indicazioni EUH tipiche in etichetta:
L’introduzione delle classi PMT/vPvM rappresenta anche un cambiamento di paradigma per le autorità idriche e la tutela dell’acqua potabile, poiché la classificazione CLP fornirà direttamente una base per restrizioni ai sensi della Direttiva quadro sulle acque.
L’aggiornamento della classificazione delle miscele modifica il contenuto delle schede di dati di sicurezza (SDS) in più punti:
Sezione 1 (Identificazione): per le miscele, gli identificatori e – ove pertinente – la gestione dell’UFI possono essere collegati alle modifiche.
Sezione 2 (Identificazione dei pericoli / classificazione):
Qui devono essere riportate le nuove classi di pericolo, le relative indicazioni di pericolo supplementari (indicazioni EUH) e, in assenza di nuovi pittogrammi, le avvertenze (Pericolo/Attenzione) prescritte.
Sezione 3 (Composizione):
I dati dei componenti devono includere le nuove classificazioni quando raggiungono i limiti di concentrazione pertinenti.
In pratica, qui si “determina” la logica delle nuove classificazioni dei componenti, delle soglie e della classificazione della miscela.
La nostra serie sul processo di compilazione delle SDS sottolinea in più punti il ruolo dei limiti di concentrazione, dei limiti di concentrazione specifici e di altri fattori.
Sezioni 11 e 12 (Informazioni tossicologiche ed ecotossicologiche):
È necessario fornire informazioni dettagliate sulle proprietà di interferenza endocrina, nonché sulle caratteristiche PBT/vPvB e PMT/vPvM.
Note:
Occorre prestare particolare attenzione alla coerenza delle sezioni 11 e 12 con la classificazione (sezione 2).
Le affermazioni secondo cui la “generazione” automatica delle SDS tramite software può essere rischiosa a causa dei nuovi criteri di valutazione specifici (ad es. dati di letteratura sugli effetti endocrini) sono tecnicamente fondate. La classificazione ai sensi del regolamento delegato (UE) 2023/707 non è sempre derivabile unicamente con il metodo di calcolo se mancano dati sperimentali affidabili per i nuovi endpoint.
Messaggio pratico importante:
Per le nuove classi, la comunicazione del pericolo avviene spesso tramite indicazioni EUH e una parola di avvertimento (Pericolo/Attenzione).
Per le questioni quotidiane di etichettatura (dimensioni, impaginazione, elementi obbligatori), sono un buon riferimento il nostro riepilogo pratico sull’etichettatura CLP e il nostro articolo Nuove regole CLP per e-commerce: etichettatura e pubblicità.
1. Carenza di dati dai fornitori
Il problema più frequente è la mancanza di informazioni provenienti dalla catena di approvvigionamento.
In molti casi, le SDS delle materie prime non riportano ancora le nuove classificazioni, rendendo più difficile una classificazione precisa del prodotto finito (miscela).
Una nuova miscela immessa sul mercato dopo il 1° maggio 2026 deve essere classificata secondo le nuove regole. Tuttavia, i produttori di materie prime che forniscono i componenti (se forniscono una sostanza già immessa sul mercato) possono attendere fino al 1° novembre 2026 per procedere alla riclassificazione.
Conseguenza: tra maggio e novembre 2026, il fabbricante/formulatore della miscela può trovarsi nella situazione di essere legalmente obbligato a classificare il prodotto finale per i nuovi pericoli (ad es. ED), mentre il fornitore non ha ancora fornito i dati pertinenti nella SDS.
Soluzione: gli operatori di mercato devono comunicare in modo proattivo con i fornitori e non possono attendere le scadenze legali definitive.
2. Errata interpretazione delle soglie e della “regola dello 0,1%”
Per le nuove categorie si applicano limiti di concentrazione specifici, oltre i quali il componente deve essere considerato nella classificazione del pericolo della miscela.
Importante!
Se una miscela contiene un interferente endocrino di categoria 2 (sospetto) a una concentrazione ≥ 0,1% (m/m), la miscela non deve essere classificata come pericolosa sulla base di questa proprietà, ma la scheda di dati di sicurezza deve essere messa a disposizione degli utilizzatori professionali su richiesta.
3. Mancato aggiornamento di PCN / UFI
Se il profilo di pericolo o la composizione della miscela cambiano, è necessario aggiornare la notifica PCN e potrebbe essere necessario un nuovo UFI per identificare la composizione modificata.
Supporto pratico:
Il punto più critico della verifica di conformità è la corretta interpretazione delle scadenze.
Il legislatore ha introdotto un sistema complesso e graduale che distingue tra sostanze e miscele, nonché tra prodotti nuovi e già immessi sul mercato.
Sostanze:
Le scadenze derivano dagli atti di applicazione e dalle indicazioni delle autorità competenti:
Nuove sostanze: quelle immesse per la prima volta sul mercato dopo il 1° maggio 2025 devono applicare le nuove regole immediatamente.
Sostanze già sul mercato: quelle già presenti sul mercato prima di tale data beneficiano di un periodo transitorio fino al 1° novembre 2026.
Miscele:
Per le miscele, le scadenze sono posticipate, considerando che la riclassificazione dei componenti (sostanze) richiede tempo.
Nuove miscele: quelle immesse per la prima volta sul mercato dopo il 1° maggio 2026 devono essere obbligatoriamente classificate secondo le nuove regole.
Miscele già sul mercato: per i prodotti già immessi sul mercato è possibile procedere a rietichettatura e riclassificazione fino al 1° maggio 2028.
Entro la scadenza del 1° maggio 2026, le miscele presenti sul mercato devono essere riesaminate.
Si raccomanda di seguire i seguenti passaggi:
Inventario del portafoglio: elencare tutte le miscele prodotte/importate e tutte le varianti di imballaggio.
Comunicazione con i fornitori: richiedere SDS aggiornate per materie prime e miscele.
Revisione della classificazione: effettuare i calcoli secondo le nuove regole CLP sulla base dei dati disponibili.
Aggiornamento di SDS ed etichette: in caso di cambiamento della classificazione delle materie prime, modificare la SDS della miscela se necessario e riesaminare di conseguenza l’etichetta del prodotto.
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Dal 1° maggio 2026, le nuove classi di pericolo CLP sono obbligatorie anche per le miscele; pertanto classificazione, etichettatura e SDS devono essere riesaminate.
Il cambiamento rafforza soprattutto una comunicazione più accurata dei rischi ED, PBT/vPvB e PMT/vPvM.
Nella pratica, sono più spesso interessate le sezioni 2, 3 e 11–12 della SDS. La chiave della preparazione è la raccolta dei dati dai fornitori e la corretta applicazione delle soglie di concentrazione.
Se necessario, può essere richiesto anche l’aggiornamento della notifica PCN.
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