Lingua della scheda di dati di sicurezza nell’UE

MSDS-Europe – Materiale di base utile e guide per le schede di dati di sicurezza – Lingua della scheda di dati di sicurezza nell’UE

Lingua della scheda di dati di sicurezza nell’UE – in quale lingua è obbligatoria la SDS?

La scheda di dati di sicurezza (SDS) è il documento principale che contiene le informazioni sulle sostanze e miscele chimiche: tra l’altro, da essa gli utilizzatori ricavano i pericoli e i requisiti di manipolazione, stoccaggio e trasporto. Nell’Unione europea, la lingua del documento è determinata da una normativa rigorosa, in primo luogo dall’articolo 31 del regolamento REACH e dal suo allegato II.

Di seguito riassumiamo in quale lingua deve essere fornita la SDS sui diversi mercati, qual è la situazione in merito ai codici di pericolo e agli scenari di esposizione e quali regole specifiche si applicano alle esportazioni al di fuori dell’UE.

 

Contesto normativo – REACH, CLP, PIC

 

Principio di base dell’articolo 31 di REACH

Ai sensi dell’articolo 31, paragrafo 5, del regolamento REACH, la scheda di dati di sicurezza deve essere messa a disposizione nella(e) lingua(e) ufficiale(i) dello Stato membro in cui la sostanza o la miscela è immessa sul mercato, a meno che lo Stato membro interessato non disponga diversamente.

La stessa regola si applica al formato della scheda di dati di sicurezza: la struttura in 16 sezioni è definita nell’allegato II di REACH ed è applicata in modo uniforme in tutta l’UE.

 

CLP – coerenza tra l’etichetta e la SDS

Il regolamento CLP (CE) n. 1272/2008 stabilisce i requisiti di etichettatura e imballaggio. La lingua utilizzata sull’etichetta deve in linea di principio corrispondere alla lingua della scheda di dati di sicurezza: l’etichetta deve essere redatta nella lingua ufficiale dello Stato membro interessato, salvo che il Paese in questione preveda regole diverse.

Poiché l’etichetta e la SDS si riferiscono allo stesso prodotto, la lingua, la classificazione e le indicazioni di pericolo dei due documenti devono essere sempre coerenti.

 

Regolamento PIC – esportazione al di fuori dell’UE

Per le esportazioni al di fuori dell’UE, il regolamento PIC (UE) n. 649/2012 prevede che le informazioni riportate sull’etichetta e sulla scheda di dati di sicurezza che accompagna le sostanze chimiche pericolose esportate siano fornite, se possibile, nelle lingue ufficiali o principali del Paese di destinazione.

In pratica, ciò significa che i partner al di fuori dell’UE richiedono di norma almeno una SDS in inglese e, in molti casi, anche una SDS nella lingua locale.

 

Lingua della scheda di dati di sicurezza negli Stati membri del SEE

 

Regola di base: lingua dello Stato membro destinatario

La scheda di dati di sicurezza deve essere sempre fornita nella(e) lingua(e) dello Stato membro in cui il prodotto è immesso sul mercato, indipendentemente dal Paese di origine del fabbricante o del distributore.

È importante notare che:

  • Il fatto che un fabbricante goda di un’esenzione in uno Stato membro non comporta automaticamente un’esenzione negli altri Stati membri.
  • Uno Stato membro può inoltre imporre requisiti più severi (ad esempio ammettere esclusivamente la lingua nazionale o richiedere più lingue ufficiali).

L’ECHA pubblica una tabella riepilogativa che indica in quali lingue ciascun Paese del SEE richiede etichetta e SDS; per diversi Paesi la tabella segnala anche in quali casi è possibile accettare, a determinate condizioni, che l’allegato alla SDS (ad esempio lo scenario di esposizione) sia in inglese.

 

Più lingue ufficiali in un Paese

In alcuni Paesi esistono più lingue ufficiali (ad esempio Belgio, Finlandia, Lussemburgo). In tali casi, le norme nazionali stabiliscono:

  • in quali lingue è obbligatorio fornire la SDS e l’etichetta,
  • e se è accettabile che alcuni allegati della SDS (ad esempio lo scenario di esposizione) rimangano in inglese.

La Svizzera (pur non essendo membro dell’UE, è spesso un mercato rilevante a livello SEE) esige, ad esempio, che l’etichettatura sia effettuata in almeno due lingue ufficiali.

 

Accordo linguistico con il cliente

Alcuni Paesi consentono, nel caso degli utilizzatori professionali, che le parti concordino per iscritto l’uso di un’altra lingua (ad esempio l’inglese). Anche in questo caso, il principio di base rimane che il destinatario deve comprendere pienamente le informazioni contenute nella SDS.

 

Lingua dello scenario di esposizione allegato

Nel caso di una scheda di dati di sicurezza estesa (eSDS), gli scenari di esposizione (ES) sono allegati come appendici alla SDS. Secondo la guida dell’ECHA, l’ES è parte integrante della scheda di dati di sicurezza ed è pertanto soggetto agli stessi requisiti di traduzione della SDS stessa.

Ciò significa che:

  • quando uno Stato membro richiede che la scheda di dati di sicurezza sia fornita nella propria lingua ufficiale, anche lo scenario di esposizione deve essere disponibile in tale lingua;
  • alcuni Paesi possono consentire che l’ES rimanga in inglese, ma si tratta di una decisione nazionale, non di una regola generale.

 

Cosa traduciamo e cosa no? – codici, abbreviazioni, frasi H

 

Classi di pericolo e codici di categoria

Nella sezione 2 della scheda di dati di sicurezza, la classificazione del pericolo può essere presentata in diversi modi:

  • in forma estesa, con indicazione della classe e categoria di pericolo e con il testo delle frasi di pericolo (frasi H),
  • oppure sotto forma di codici, ad esempio “Flam. Liq. 1, H224”.

Regole importanti:

  • Codici come Flam. Liq. 1, Eye Irrit. 2 ecc. non devono essere tradotti, in quanto si tratta di codici armonizzati, indipendenti dalla lingua, definiti nell’allegato VI del CLP.
  • Se nella SDS vengono indicati solo i codici, nella sezione 16 occorre fornire la spiegazione estesa di tali codici nella lingua della scheda di dati di sicurezza.
  • Se la classificazione del pericolo è riportata già nella sezione 2 in forma estesa (ad esempio “Liquido infiammabile, categoria 1”) insieme al testo completo delle frasi H, non è obbligatorio riportare una spiegazione separata dei codici nella sezione 16.

 

Traduzione delle frasi H e P

Il testo standard delle frasi H e delle frasi P è definito dalla normativa dell’UE e esiste in tutte le lingue ufficiali dell’Unione. Nella SDS tali frasi devono essere utilizzate nella lingua dello Stato membro interessato, secondo la traduzione ufficiale.

 

Lingua della SDS in caso di esportazione (al di fuori dell’UE)

Per le esportazioni al di fuori dell’UE, la SDS è soggetta sia ai requisiti dell’UE sia alle regole specifiche del Paese di destinazione:

  • in base al regolamento PIC, le informazioni riportate sull’etichetta e sulla SDS devono essere fornite, per quanto praticamente possibile, nella(e) lingua(e) ufficiale(i) o principale(i) del Paese di destinazione;
  • molti Paesi – soprattutto al di fuori dell’Europa – dispongono di propri sistemi di requisiti basati sul GHS, per cui spesso è necessario redigere la SDS in un formato completamente nuovo, adattato alla normativa locale.

In tali casi, al posto di una semplice traduzione linguistica è necessaria una elaborazione e ristrutturazione completa della SDS.

 

Consigli pratici per fabbricanti, importatori e distributori

 

Verificare i requisiti del Paese di destinazione

  • Consulti la tabella delle lingue dell’ECHA relativa alle lingue richieste per etichette e SDS.
  • Verifichi le informazioni pubblicate dall’autorità nazionale competente (ad esempio l’autorità per la sicurezza sul lavoro o l’ente di controllo delle sostanze chimiche).

 

Non accontentarsi di una traduzione letterale

Una SDS che è fedele al testo originale ma tecnicamente errata o obsoleta comporta rischi considerevoli: classificazione errata, requisiti nazionali mancanti, sanzioni o contestazioni da parte delle autorità. Su questi rischi richiamano l’attenzione sia REACH sia le normative nazionali.

È quindi consigliabile scegliere un fornitore di servizi che:

  • conosca i requisiti di REACH/CLP e le disposizioni nazionali del Paese di destinazione,
  • se necessario, non si limiti a tradurre la SDS ma la rielabori e la adatti,
  • tenga conto anche delle modifiche normative più recenti.

 

Ciclo di vita della scheda di dati di sicurezza – attività tipiche

In relazione alle schede di dati di sicurezza, le attività che si presentano con maggiore frequenza sono le seguenti:

  • Elaborazione di SDS per nuovi prodotti o in caso di importazione quando non è disponibile un documento di partenza adeguato.
  • Traduzione della scheda di dati di sicurezza e adattamento normativo alla(e) lingua(e) ufficiale(i) del Paese di destinazione (tenendo conto di eventuali differenze normative che possono incidere anche sui requisiti di contenuto della SDS).
  • Revisione e aggiornamento della SDS in caso di modifica della classificazione, della formulazione o del quadro normativo.
  • Progettazione dell’etichetta CLP, per garantire che l’etichetta sia coerente con la SDS sia dal punto di vista linguistico che contenutistico.
  • Notifica PCN (Poison Centre Notification) per miscele pericolose, strettamente collegata ai dati riportati nella SDS e agli identificatori della miscela (ad esempio UFI).

Tutte le attività sopra elencate sono direttamente collegate alla lingua e al contenuto della scheda di dati di sicurezza – è quindi opportuno gestirle in modo unitario e coordinato, “sotto lo stesso tetto”.

 

In che modo MSDS-Europe può aiutare?

Il team di esperti dietro MSDS-Europe copre l’intero ciclo di vita della SDS:

 

Domande rapide e risposte

In quale lingua deve essere fornita la scheda di dati di sicurezza nell’UE?
La scheda di dati di sicurezza deve essere fornita almeno nella lingua ufficiale dello Stato membro in cui la sostanza o la miscela è immessa sul mercato, a meno che lo Stato membro interessato non stabilisca regole diverse (ad esempio l’obbligo di più lingue o l’accettazione dell’inglese).

È accettabile una SDS solo in inglese nello SEE?
Ciò è possibile solo se la normativa o la prassi amministrativa dello Stato membro interessato lo consente espressamente, oppure se è stato concluso un chiaro accordo linguistico con gli utilizzatori professionali. In caso contrario, la SDS nella lingua nazionale è obbligatoria.

È necessario tradurre anche lo scenario di esposizione?
Sì. Lo scenario di esposizione è parte integrante della SDS e, in linea di principio, deve essere disponibile nella stessa lingua della scheda di dati di sicurezza – salvo che lo Stato membro interessato consenta, a determinate condizioni, un allegato in inglese.

È necessario tradurre codici come Flam. Liq. 1 o Eye Irrit. 2?
No. Si tratta di codici indipendenti dalla lingua, basati su abbreviazioni inglesi e definiti nell’allegato VI del CLP, che devono essere utilizzati invariati in tutte le lingue. Il loro significato completo deve essere spiegato nella SDS – di norma nella sezione 16 – nella lingua del documento.

In quale lingua deve essere emessa la SDS in caso di esportazione al di fuori dell’UE?
Oltre ai requisiti dell’UE, il regolamento PIC prevede che le informazioni figuranti sull’etichetta e nella SDS siano fornite, per quanto praticamente possibile, nella(e) lingua(e) ufficiale(i) o principale(i) del Paese di destinazione. In pratica, ciò significa di solito una SDS in inglese e una SDS nella lingua locale.

Si può affidare la traduzione della SDS a una normale agenzia di traduzioni?
Non è consigliabile. La scheda di dati di sicurezza non è un semplice documento linguistico, bensì un documento tecnico-giuridico specialistico, i cui errori possono avere conseguenze dirette sul piano legale e della sicurezza. Durante la traduzione è inoltre necessario effettuare un adattamento normativo conforme alla legislazione locale – un compito che può essere svolto in modo responsabile solo da esperti con solide conoscenze di REACH/CLP.

 

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