SDS Sezione 1: identificatore del prodotto e UFI

MSDS-EuropeScheda di dati di sicurezza – base di conoscenza – SDS sezione 1: identificatore del prodotto per le miscele e codice UFI

 

I nostri clienti ci chiedono spesso che cosa debba essere indicato — e in che modo — come identificatore del prodotto di una miscela nella scheda di dati di sicurezza (SDS), sezione 1, e quando sono obbligatori l’identificatore unico di formula (UFI) e la notifica ai centri antiveleni (PCN).

In base alla nostra esperienza, è proprio qui che si verificano più frequentemente gli errori — per questo dedichiamo un articolo separato e dettagliato a questo tema, così che le informazioni essenziali siano disponibili in un unico posto.

 

SDS sezione 1: identificatore del prodotto delle miscele

 

1. Quadro normativo in breve

I requisiti relativi all’identificatore del prodotto delle miscele sono definiti principalmente da due atti normativi:

 

L’articolo 18, paragrafo 3, del CLP stabilisce che l’identificatore del prodotto di una miscela deve includere, tra l’altro:

  • il nome commerciale (nome o designazione del prodotto),
  • e — sull’etichetta — la denominazione di determinati componenti pericolosi (in particolare quelli responsabili dei pericoli per la salute), quando applicabile.

 

L’identificatore del prodotto riportato nella SDS:

  • deve essere indicato nello stesso modo dell’etichetta, e
  • deve essere fornito nelle lingue ufficiali degli Stati membri in cui la miscela è immessa sul mercato (salvo disposizioni nazionali diverse). Vedi: Lingua della scheda di dati di sicurezza nell’UE.

 

2. Che cosa significa “identificatore del prodotto” per una miscela?

Nel caso delle miscele, lo scopo dell’identificatore del prodotto è consentire all’utilizzatore di identificare univocamente il prodotto — nella SDS, sull’etichetta e lungo l’intera catena di approvvigionamento.

In genere, l’identificatore del prodotto di una miscela comprende i seguenti elementi:

  • Nome commerciale / designazione

Es.: “AlkaClean 10 – concentrato detergente alcalino”

  • (opzionale) identificatore interno / codice articolo

Es.: “AC10-KONC”

  • Identificatore unico di formula (UFI) (se applicabile e riportato nella SDS)
  • eventualmente una breve indicazione dell’uso previsto

Es.: “Detergente per uso industriale su superfici in acciaio inox”

 

3. Identificatore del prodotto nella SDS sezione 1.1 – guida pratica

Nella SDS sezione 1.1, l’identificatore del prodotto deve essere indicato in coerenza con l’articolo 18 del CLP. Per un inquadramento della struttura delle sezioni, vedi: Preparazione delle schede di dati di sicurezza – Parte 3: Le prime 8 sezioni della SDS in dettaglio.

In pratica, una sezione 1.1 ben impostata può essere, ad esempio, la seguente:

  • Identificatore del prodotto / Nome commerciale:

“AlkaClean 10 – concentrato detergente alcalino”

  • Identificatore interno:

“AC10-KONC” (non obbligatorio, ma consigliato)

  • UFI:

“UFI: YV9K-3J9A-G209-XXXX” (se applicabile)

  • Uso previsto (breve, opzionale):

“Solo per uso industriale.”

EuPCS e usi identificati nella scheda di dati di sicurezza e nelle notifiche PCN

 

Aspetti importanti:

  • il nome commerciale deve essere identico nella SDS e sull’etichetta,
  • se il prodotto è immesso sul mercato in più Stati membri, la SDS deve essere fornita nella lingua ufficiale del Paese interessato (vedi: requisiti linguistici),
  • per mercati multilingue, è fondamentale coordinare SDS ed etichetta (contenuto e lingua) — vedi: Etichetta CLP, etichettatura in pratica.

 

4. UFI – ruolo dell’identificatore unico di formula

4.1. Che cos’è l’UFI?

L’identificatore unico di formula (UFI) è un codice alfanumerico di 16 caratteri, preceduto da “UFI” e suddiviso in quattro blocchi (es.: UFI: YV9K-3J9A-G209-XXXX).

Serve a:

  • stabilire un collegamento univoco tra la miscela e i dati di composizione comunicati nella notifica ai centri antiveleni (PCN),
  • consentire al centro antiveleni un’identificazione rapida in caso di emergenza,
  • tutelare i segreti commerciali del fabbricante (composizione esatta): all’utilizzatore non è necessario conoscere i dettagli della formulazione, è sufficiente l’UFI.

L’UFI può essere generato con il generatore UFI online dell’ECHA utilizzando l’identificativo fiscale dell’azienda e un identificatore interno della formulazione, così da garantire l’unicità del codice.

 

4.2. Quando è obbligatorio creare un UFI?

È necessario creare un UFI e presentare una notifica ai centri antiveleni (PCN) per ogni miscela che:

  • è immessa sul mercato nell’UE/SEE, e
  • è classificata come pericolosa per pericoli fisici e/o per la salute (ai sensi del CLP).

 

5. UFI sull’etichetta e nella SDS

5.1. UFI sull’etichetta

In linea generale, l’UFI deve essere indicato sull’etichetta della miscela, in modo ben visibile e durevole.

Nella pratica, spesso viene riportato:

  • vicino ai pittogrammi di pericolo e alle indicazioni di pericolo (frasi H) / consigli di prudenza (frasi P), oppure
  • nella parte inferiore dell’etichetta, separato chiaramente.

È fondamentale che l’UFI riportato sull’etichetta corrisponda a quello comunicato nella notifica PCN.

 

5.2. UFI nella SDS – quando è obbligatorio e quando è opzionale?

L’inserimento dell’UFI nella SDS:

  • in generale non è obbligatorio,
  • se viene riportato, deve comparire nella SDS sezione 1.1,
  • per miscele non confezionate (sfuse), l’UFI deve essere indicato nella SDS o nella copia degli elementi di etichetta ai sensi dell’articolo 29, paragrafo 3,
  • per una miscela confezionata destinata a uso industriale, l’UFI può essere comunicato solo nella SDS in alternativa all’etichetta (oppure in entrambi i documenti).

 

Raccomandazione pratica:

Se è stato creato un UFI e la notifica PCN è stata effettuata, è consigliabile indicare l’UFI sia sull’etichetta sia nella SDS sezione 1.1, perché ciò:

  • aiuta l’utilizzatore e gli operatori della catena di approvvigionamento,
  • riduce il rischio di errori (incongruenze tra SDS ed etichetta),
  • supporta l’identificazione rapida in emergenza.

 

6. Stessa miscela, più UFI – è consentito?

In base all’allegato VIII e alle prassi applicative:

  • un UFI è di norma legato a una specifica composizione di miscela; tuttavia, è possibile che lo stesso UFI copra più miscele con composizioni leggermente diverse, purché le variazioni rientrino negli intervalli di concentrazione previsti (es. gruppi di componenti sostitutivi),
  • è anche possibile che a una miscela siano associati più UFI (ad es. per diversi nomi commerciali o mercati di destinazione).

 

In ogni caso, è fortemente consigliato che in una singola SDS sia riportato preferibilmente un solo UFI, soprattutto se la stessa SDS viene utilizzata in più Stati membri.

 

7. Suggerimenti pratici per gestire identificatore del prodotto e UFI

7.1. Coerenza tra SDS ed etichetta

  • verificate che esattamente lo stesso nome commerciale sia presente nella SDS sezione 1.1 e sull’etichetta CLP,
  • assicurate che codice interno, UFI e altri identificatori compaiano in modo coerente in tutta la documentazione,
  • per mercati multilingue, è essenziale allineare le versioni linguistiche della SDS e dell’etichetta (vedi: requisiti linguistici e etichettatura CLP).

 

7.2. Modifica di composizione: nuovo UFI, SDS aggiornata

Se la composizione della miscela cambia:

  • senza superare i range ammessi dell’allegato VIII, spesso non è necessario un nuovo UFI, ma può essere necessario l’aggiornamento della notifica PCN e l’aggiornamento della SDS (ad es. in caso di variazione della classificazione),
  • se la modifica è significativa (nuovo componente pericoloso, variazione rilevante della concentrazione, nuova classe di pericolo), in genere sono richiesti nuovo UFI, nuova notifica PCN e una SDS aggiornata (oltre all’adeguamento dell’etichetta).

 

7.3. Più Paesi, più lingue – UFI uniforme

Se la stessa miscela è immessa sul mercato in più Paesi:

  • è consigliabile utilizzare lo stesso UFI in tutti i Paesi,
  • le SDS devono essere tradotte nella lingua del Paese di destinazione,
  • l’UFI resta invariato; cambia invece il testo (ad es. descrizione del prodotto e uso previsto) nella lingua locale.

 

Servizi correlati

La combinazione di CLP, REACH (allegato II) e allegato VIII (UFI, PCN) rappresenta una sfida operativa per molte aziende.

Attività tipiche in cui supportiamo i nostri partner:

Compilazione e creazione della scheda di dati di sicurezza: redazione della SDS secondo i requisiti REACH/CLP, con identificatore del prodotto corretto e, se necessario, indicazione dell’UFI.

Traduzione della scheda di dati di sicurezza: traduzione specialistica delle SDS nelle lingue ufficiali dell’UE/SEE, tenendo conto dei requisiti normativi locali.

Aggiornamento e revisione della SDS: aggiornamento di SDS obsolete o non conformi secondo le prescrizioni vigenti.

Creazione della bozza dell’etichetta CLP: bozza dell’etichetta conforme al CLP, con corretta gestione di identificatore del prodotto, UFI, pittogrammi e testi obbligatori.

Servizio UFI/PCN: supporto nella gestione dell’UFI e nella notifica ai centri antiveleni (PCN), inclusi aggiornamenti e verifiche di coerenza.

 

Domande rapide e risposte

È sufficiente identificare la miscela nella SDS solo con un codice articolo?
No. In base a CLP e REACH è sempre necessario indicare anche un nome commerciale o una designazione comprensibile. Un codice interno può essere un’informazione aggiuntiva, ma da solo non è un identificatore del prodotto sufficiente.

È obbligatorio usare lo stesso nome nella SDS e sull’etichetta?
Sì. Il nome commerciale utilizzato sull’etichetta deve corrispondere all’identificatore del prodotto indicato nella SDS. L’uso di due nomi diversi può causare confusione, reclami e problemi anche in controlli o in situazioni di emergenza.

Quando è obbligatorio indicare l’UFI nella SDS?
È obbligatorio indicare l’UFI:

  • per miscele non confezionate (sfuse), nella SDS (o nella copia degli elementi di etichetta, a seconda del caso),
  • per miscele confezionate destinate a uso industriale, se il fornitore decide di indicare l’UFI nella SDS in alternativa all’etichetta.

Negli altri casi, l’UFI deve essere riportato principalmente sull’etichetta; l’inserimento nella SDS è fortemente raccomandato, ma non sempre obbligatorio.

Tutte le miscele classificate pericolose richiedono UFI e notifica PCN?
Non sempre. In generale, la notifica ai centri antiveleni (PCN) e l’UFI si applicano alle miscele pericolose per pericoli fisici e/o per la salute. Se una miscela è pericolosa esclusivamente per pericoli ambientali, si tratta di un caso più specifico: è opportuno verificare le indicazioni applicabili o richiedere supporto specialistico.

Cosa fare se cambia la composizione della miscela?
Dipende dall’entità della variazione:

  • se la modifica resta entro i range consentiti dell’allegato VIII, spesso è sufficiente aggiornare la notifica PCN e la SDS,
  • se la modifica è significativa (nuovo componente pericoloso, variazione rilevante di concentrazione, nuova classe di pericolo), in genere servono nuovo UFI, nuova notifica PCN e aggiornamento di SDS ed etichetta.

Vogliamo SDS multilingue per la stessa miscela. Possiamo usare lo stesso UFI ovunque?
Sì, ed è spesso la soluzione migliore. L’UFI può rimanere lo stesso in tutta l’UE/SEE; cambiano solo le versioni linguistiche della SDS (testo). Questo semplifica la gestione PCN e la comunicazione in emergenza.

 

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