Eliminazione graduale delle schiume antincendio contenenti PFAS: scadenze, transizione e gestione dei rifiuti

MSDS-EuropeBussola per la sicurezza chimica – Eliminazione graduale della schiuma antincendio contenente PFAS

Nell’autunno 2025, l’UE ha adottato restrizioni sull’uso delle sostanze per- e polifluoroalchiliche (PFAS) nella schiuma antincendio e i periodi transitori possono variare da 1 a 10 anni a seconda dell’applicazione.

Per le aziende, le attività più importanti sono un inventario rapido, la selezione di un’alternativa senza fluoro e, successivamente, la pulizia professionale dei sistemi, affinché le acque di risciacquo e le scorte pregresse di schiuma non raggiungano l’ambiente.

 

Che cosa sono i PFAS e perché sono diventati un tema critico per la schiuma antincendio?

I PFAS (sostanze per- e polifluoroalchiliche) sono un ampio gruppo di composti sintetici particolarmente stabili.

Secondo sintesi di politica internazionale, i PFAS ricevono attenzione regolatoria a livello globale a causa della loro elevata persistenza e del potenziale di accumulo nell’organismo.

Sono stati ampiamente utilizzati nella schiuma antincendio perché la loro proprietà filmogene aiuta a separare l’ossigeno dal fuoco e la loro resistenza al calore è favorevole. Allo stesso tempo, quando si utilizza schiuma antincendio contenente PFAS, queste sostanze possono essere rilasciate nell’ambiente, persistere a lungo ed entrare nella catena alimentare.

Perché ora? Secondo la Commissione europea, la schiuma antincendio è una fonte significativa di emissioni di PFAS; senza restrizioni, potrebbero entrare nell’ambiente, nell’ordine di grandezza, diverse centinaia di tonnellate all’anno.

 

Restrizione UE in linguaggio chiaro: cosa bisogna sapere sulle scadenze?

All’inizio di ottobre 2025, la Commissione europea ha adottato la misura REACH relativa ai PFAS nella schiuma antincendio.

Il cuore della regolamentazione non è un “divieto totale immediato”, ma un’eliminazione graduale per fasi con periodi transitori differenti a seconda dell’applicazione. Secondo il riepilogo della Commissione, la transizione può variare da 12 mesi fino a 10 anni.

 

Traguardi principali (cronologia pratica)

L’autorità ambientale danese (Miljøstyrelsen) pubblica le date chiave dell’eliminazione graduale in una sintesi di facile lettura, ad esempio:

  • 23.10.2025: entrata in vigore della regolamentazione (i periodi transitori si calcolano da questa data).
  • 23.10.2026: divieto di immissione sul mercato di estintori portatili (estintori portatili) contenenti schiuma antincendio con PFAS.
  • 23.04.2027: inasprimento dei requisiti di formazione e prove (con un’eccezione se tutte le emissioni possono essere contenute).
  • 23.10.2030: fine del periodo transitorio generale, ove non si applichino deroghe specifiche.
  • 23.10.2035: periodo transitorio più lungo per alcuni usi critici ad alto rischio (ad es. stabilimenti Seveso, offshore oil & gas, unità navali).

Messaggio chiave per le aziende: anche durante il periodo transitorio, ci si attende la minimizzazione delle emissioni nell’ambiente.

 

Cosa significa “senza PFAS” in pratica?

La logica normativa può essere interpretata anche attraverso soglie di concentrazione. Ad esempio, l’autorità danese evidenzia valori soglia che possono variare in funzione del tipo di sistema (ad es. sistemi nuovi vs esistenti).

Come si può dimostrare lo status “senza PFAS”?

  • L’affermazione “senza PFAS” deve essere verificabile (Scheda di dati di sicurezza (SDS), dichiarazione del fabbricante e, se necessario, analisi).
  • La conformità non riguarda solo la “composizione” della schiuma, ma l’esito dell’intero processo di transizione (svuotamento, pulizia, trattamento delle acque di risciacquo, documentazione).

 

Transizione tecnica: perché non è un semplice cambio di fluido?

La sostituzione della schiuma antincendio contenente PFAS è tipicamente un progetto, non una semplice attività di approvvigionamento.

Contaminazione incrociata e pulizia (cross-contamination, decontamination)

Se un sistema (serbatoio, tubazioni, proporzionatore) conteneva in precedenza schiuma antincendio con PFAS, la contaminazione residua può trasferirsi al nuovo agente estinguente (senza fluoro). Pertanto, dopo lo svuotamento, di norma sono necessari pulizia e lavaggio pianificati, con contenimento controllato delle acque di risciacquo.

La guida dell’Umweltbundesamt (Germania) aggiornata a febbraio 2026 fornisce un quadro per le principali questioni pratiche che le aziende incontrano: identificazione della situazione, tempo disponibile, analisi necessarie, pulizia e smaltimento.

 

Compatibilità delle apparecchiature e dei sistemi

La schiuma antincendio senza fluoro (spesso indicata come fluorine-free foams, “F3”) può comportarsi diversamente rispetto alle AFFF storiche. In pratica, è quindi necessario verificare, ad esempio:

  • impostazioni del proporzionatore,
  • ugelli e generazione della schiuma,
  • pompe e filtri,
  • prove di messa in servizio e formazione.

 

Se l’azienda continua temporaneamente a utilizzare schiuma antincendio con PFAS

Le sintesi delle autorità indicano che l’uso continuato durante il periodo transitorio può introdurre requisiti aggiuntivi (ad esempio, un piano di gestione). In questi casi, è decisivo il controllo tecnico delle emissioni (contenimento, gestione in circuito chiuso) affinché il sito non viva l’operatività quotidiana come un “evento di inquinamento”.

 

Azioni aziendali: piano d’azione passo per passo

La sequenza seguente supporta un basso rischio operativo e una forte tracciabilità.

1) Inventario rapido e audit

  • Dove è stoccato il concentrato di schiuma e dove sono installati i sistemi fissi di spegnimento a schiuma?
  • Quali prodotti sono presenti (SDS, dichiarazioni del fornitore/fabbricante, acquisti storici)?
  • Negli ultimi anni sono state svolte esercitazioni/prove con schiuma e dove sono state convogliate l’acqua di spegnimento / le acque di risciacquo?

 

2) Valutazione del rischio: dove la transizione è critica?

  • Liquidi infiammabili, parchi serbatoi e magazzini di merci pericolose rappresentano tipicamente un rischio più elevato.
  • In ambienti di tipo edificio per uffici, la transizione è spesso più rapida.

 

3) Selezione di un’alternativa (approvvigionamento + protezione antincendio)

Secondo la posizione della Commissione, sono disponibili alternative senza PFAS, ma una transizione sicura richiede tempo. Come minimo, la decisione di acquisto dovrebbe includere:

  • evidenze di prestazione e destinazione d’uso,
  • dichiarazione di compatibilità con il sistema esistente,
  • condizioni operative e di manutenzione.

 

4) Piano di implementazione della transizione

Logica consigliata:

  1. Svuotamento e contenimento (evitare lo scarico in fognatura).
  2. Pulizia/lavaggio secondo un protocollo pianificato.
  3. Trattamento delle acque di risciacquo (stoccaggio temporaneo, trasporto, attestazioni).
  4. Verifica (misurazione o altri criteri di accettazione).
  5. Riempimento + prove di messa in servizio e formazione.

 

5) Gestione dei rifiuti e documentazione

Nella gestione dei rifiuti, l’obiettivo è che i PFAS non “migrino” verso un altro comparto ambientale. Secondo il riepilogo dell’Environment Agency (Regno Unito), discarica e trattamento delle acque reflue non degradano i PFAS; pertanto, i composti possono persistere e rientrare successivamente nell’ambiente.

 

Cosa va concordato in anticipo con il gestore dei rifiuti?

  • imballaggio e trasporto,
  • documenti di accettazione,
  • certificato di trattamento/smaltimento,
  • codifica dei rifiuti pertinente (EWC – Catalogo europeo dei rifiuti).

 

“Crisi” della gestione dei rifiuti: cosa si genera e qual è una soluzione realistica?

Quali flussi di rifiuti compaiono tipicamente?

  • concentrato di schiuma preesistente e miscele,
  • acque di risciacquo (spesso il volume maggiore),
  • filtri, guarnizioni e assorbenti contaminati,
  • eventuale suolo/detriti contaminati da incidenti pregressi.

 

Smaltimento

L’Umweltbundesamt (Austria) evidenzia che le scorte di schiuma antincendio contenenti PFAS (o sospette) devono essere smaltite nel quadro regolatorio appropriato, ad esempio tramite incenerimento specializzato (rifiuti pericolosi).

Secondo l’Environment Agency (Regno Unito), l’incenerimento ad alta temperatura (high-temperature incineration, HTI) è l’unica opzione capace di distruggere i PFAS su scala; tuttavia, è efficace solo in condizioni operative rigorose.

 

Cosa significa questo per l’azienda?

  • Il “rifiuto” non è un dettaglio amministrativo: è uno dei principali rischi del progetto.
  • A causa di vincoli di capacità e conformità, è consigliabile pianificare in anticipo con i fornitori di servizi.
  • La documentazione (quantità, percorsi, attestazioni) è critica sia reputazionalmente sia verso le autorità.

 

Contaminazione storica: cosa fare per aree di addestramento pregresse e sospetti a livello di sito?

Se in passato si svolgevano regolarmente esercitazioni con schiuma sul sito o se la gestione dell’acqua di spegnimento non era controllata, si raccomanda almeno di:

  • raccogliere informazioni storiche (quando, dove, quanto),
  • predisporre un piano di campionamento (suolo, acque sotterranee, acque superficiali),
  • applicare misure immediate di riduzione del rischio (chiusura scarichi, contenimento).

Le comunicazioni ufficiali sottolineano inoltre che, durante il periodo transitorio, le emissioni devono essere minimizzate e la schiuma scaduta/di scarto deve essere gestita in modo appropriato.

 

FAQ – PFAS e la transizione della schiuma antincendio

Come posso capire se la schiuma antincendio contiene PFAS?

Il primo passo è verificare la Scheda di dati di sicurezza (SDS) e la dichiarazione del fabbricante. Se la documentazione è incompleta, datata o se il sistema è stato ricaricato più volte, può essere giustificata un’analisi mirata. Punto chiave: “non lo sappiamo” è il maggiore rischio del progetto.

È sufficiente sostituire solo il concentrato di schiuma?

Di solito no. La contaminazione residua in tubazioni, serbatoi e componenti può causare contaminazione incrociata e “annullare” la transizione (la nuova schiuma potrebbe non essere più considerata rigorosamente senza fluoro).

Qual è la prima scadenza che può riguardare le aziende?

L’eliminazione graduale per fasi inizia in più punti; ad esempio, il divieto di immissione sul mercato di estintori portatili con schiuma antincendio contenente PFAS si applica dal 23.10.2026 e i requisiti di formazione/prove si inaspriscono dal 2027.

Cosa fare con le acque di risciacquo e l’acqua di spegnimento?

L’obiettivo è che le acque di risciacquo / l’acqua di spegnimento non siano scaricate senza controllo in fognatura o suolo. L’Environment Agency evidenzia che il trattamento delle acque reflue non “degrada” i PFAS; pertanto la scelta del percorso di gestione è decisiva. In pratica, ciò significa spesso contenimento, stoccaggio temporaneo e trasporto organizzato verso trattamento/smaltimento.

Come si possono smaltire le scorte pregresse di schiuma con PFAS?

Le informazioni delle autorità indicano tipicamente l’incenerimento specializzato di rifiuti pericolosi come via principale, sotto adeguato controllo tecnologico. “Discarica” o percorsi “acque reflue” non distruggono i PFAS: tendono a spostare il problema a valle.

Perché si parla tanto di difficoltà nella gestione dei rifiuti?

Durante la transizione si generano sia rifiuti di schiuma sia grandi volumi di acque di risciacquo. La distruzione dei PFAS è tecnicamente complessa e, su larga scala, è efficace solo in condizioni rigorose. Per questo la gestione dei rifiuti va stimata e pianificata già in fase di progettazione.

 

Sintesi: qual è la strategia aziendale più sicura?

  • Inventario e analisi della situazione (prodotti, sistemi, uso storico).
  • Selezione di un’alternativa senza fluoro considerando i requisiti di protezione antincendio.
  • Pulizia professionale e trattamento delle acque di risciacquo, con contenimento.
  • Assicurare il percorso di smaltimento (contratti, attestazioni, tracciabilità).
  • Documentazione e formazione per rendere la transizione verificabile in audit.

 

Se l’azienda ha più siti, diversi tipi di sistemi e scorte pregresse, si raccomanda di gestire la transizione come un progetto dedicato con responsabilità chiare.

 

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